NOVELLETTE

 


 

 

 


 

 

 


 

 

 


 

 

 

 


 

Ciclo di incontri
Lunedì 20 maggio, ore 16.00

PIRANDELLO TRA LEOPARDI E ROMA
di Nicola Longo, Studium 2016

Annamaria Andreoli presenta con l'autore il volume

Il volume raccoglie cinque saggi dedicati all'opera di Luigi Pirandello: Questi sono preceduti da una brevissima riflessione su alcuni snodi della sua visione del mondo e della letteratura. Due saggi sono dedicati al rapporto di Pirandello con la scrittura di Giacomo Leopardi. In particolare si offre alla lettura un saggio che ha avuto sempre scarsa circolazione in cui Luigi riflette sullo Zibaldone che Carducci stava editando per la prima volta alla fine del XIX secolo. Quindi si esamina la presenza delle Operette morali non solo nella trama della scrittura pirandelliana ma nelle pieghe della sua antropologia e della sua filosofia (quella che Croce, in maniera certamente deformata, definiva "da marciapiede"). Gli ultimi tre capitoli sono dedicati alla presenza della città di Roma nella vita dello scrittore agrigentino; nei testi delle sue novelle e nei testi dei romanzi. Pirandello dimostra di conoscere a fondo la topografia e la toponomastica della città in cui ha scelto di vivere ma il segno distintivo della sua Roma è dato dal tono costantemente antiretorico con cui racconta non solo le strade e i palazzi ma i grandi monumenti della romanità. Sempre egli riesce a parlare di quella realtà romana ammantata di gloria rendendo normale (potremmo dire "borghese") ciò che è stato tramandato come eroico o addirittura epico.

http://www.bncm.beniculturali.it/it/790/eventi/3008/

https://www.facebook.com/events/2139841606123124/

 



 


 

 


 

 

 


 

 

 


 

 

 

 

 


 

 

 

L'Associazione Il Villaggio della Musica

organizza

 

VIAGGIO MUSICALE NELLA MERAVIGLIOSA FINLANDIA

 

Opera Festival a Savonlinna ai piedi del fiabesco castello Olavinlinna

con Il Barbiere di Siviglia

 

https://operafestival.fi/en

 


 


 

 


 

 

 

 

 


 

PIRANDELLO MAI VISTO

Dalle collezioni della Biblioteca nazionale centrale di Roma e dell’Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo

Mostra documentaria e iconografica
A cura di Annamaria Andreoli e Andrea De Pasquale

Il giorno 16 aprile 2019, alle ore 12:00, presso la Sala Mostre della Biblioteca nazionale centrale di Roma (Viale Castro Pretorio, 105) verrà inaugurata la mostra documentaria e iconografica PIRANDELLO MAI VISTO (che rimarrà aperta al pubblico fino al 28 giugno 2019) a cura di Annamaria Andreoli e Andrea De Pasquale. I materiali esposti appartengono alle collezioni dell’Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo e della Biblioteca nazionale centrale di Roma.
Lo stesso 16 aprile 2019 è convocata alle ore 11:00 una conferenza stampa di presentazione della mostra.
Il catalogo è pubblicato da De Luca Editori d'Arte.

Conosciuta in ogni parte del mondo, la vastissima opera di Luigi Pirandello (Agrigento 1867-Roma 1936) ha dato voce a una folla di personaggi narrativi e drammatici che interpretano la crisi sulla quale si affaccia il Novecento. È l’immane malattia del nuovo secolo privo di certezze, che lo scrittore esplora e denuncia con gli strumenti della scienza psicologica ormai addentrata nei territori dell’inconscio e delle nevrosi.

Nel corso degli ultimi mesi, donazioni e lasciti all’Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo hanno arricchito di nuovi testimoni l’opera e la vicenda umana di Luigi Pirandello. Finora sconosciuti, possiamo oggi contare su manoscritti di opere narrative, teatrali e saggistiche insieme con un numero considerevole di documenti privati, a cominciare dal carteggio con Marta Abba (Milano 1900-1987), attrice amatissima, al fianco del grande scrittore durante un decennio decisivo per la carriera di entrambi.

Luigi Pirandello è uno dei protagonisti del museo letterario Spazi900 della Biblioteca nazionale centrale di Roma. Allo scrittore siciliano è dedicata una sezione all’interno della prima Galleria degli scrittori, dove è possibile vedere il Taccuino segreto, senza dubbio il più prezioso documento pirandelliano conservato dall’Istituto, il manoscritto delle Elegie renane e le prime edizioni delle sue opere più note. Tuttavia tra le collezioni letterarie della Biblioteca sono presenti altri rilevanti documenti pirandelliani “mai visti” in un percorso espositivo. È infatti relativamente recente l’acquisizione della Raccolta pirandelliana, entrata a far parte del patrimonio della Biblioteca nel 2011 e costituita da autografi, lettere, fotografie e opere a stampa.

Il percorso, documentario e iconografico, propone un’esposizione utile tanto alla ricostruzione biografica dell’autore, quanto al ragionamento e allo studio della sua poetica. La mostra, formata da cinque sezioni, offre al pubblico manoscritti di opere che attestano le modalità di composizione e chiariscono il sistema creativo di laboratorio, tra le quali La patente e ʼA Giarra. Rilevanti sono i documenti utili alla biografia come le lettere inedite di Gabriele d’Annunzio, di Benito Mussolini e dello stesso Pirandello ai figli. Un’intera sezione, la terza, è dedicata a Marta Abba, musa amatissima di Pirandello, interprete ideale del suo teatro d’avanguardia: da un recente lascito degli eredi Abba riemergono documenti sconosciuti che fanno luce sulla vicenda amorosa insieme con una straordinaria quantità di fotografie che l’attrice ha raccolto. Dopo una sezione dove sono esposti alcuni quadri, concludono il percorso le carte pirandelliane “mai viste” presenti nelle collezioni letterarie della Biblioteca nazionale centrale di Roma: preoccupato che gli avessero «messo purtroppo il bollo del novellaro» come scrisse all’amico Bontempelli il 15 aprile 1910, Pirandello è stato invece protagonista di una intensa e poliedrica attività letteraria. La mostra, arricchita da rari video e dai costumi di Nanà Cecchi, realizzati dalla sartoria D’Inzillo, per il recente spettacolo Enrico IV, rende così omaggio a quel continuo impegno nella scrittura che ha portato Pirandello a ricevere il premio Nobel per la Letteratura nel 1934.

 


 

 

 


 




 


 

 

 

 


 

 

 

 


 


CONCORSO/COMPETITION FRANCESCO MUSMARRA

 

Cari Amici, Dear Friends,
In qualità di Direttore
Artistico ho il piacere e l'onore di presentarvi il Primo Concorso Internazionale per Ensemble e Orchestre a plettro "Premio Francesco Musmarra", indetto e organizzato dall'Associazione "Maestro Francesco Musmarra", che si terrà nella città di Acireale (CT), dal 16 al 19 maggio 2019, in memoria del musicaista di origine acese che ha dedicato molti dei suoi lavori agli strumenti a pizzico.
Vi invito a partecipare a questa pregevole iniziativa che sarà anche un'occasione per promuovere e sostenere la cultura e la musica mandolinistica.

As the Artistic Director, I have the pleasure and honour of presenting the First Edition of the International Competition for Plucked Instruments Ensembles and Orchestras "Francesco Musmarra" established and organised by the "Maestro F. Musmarra" Association which will take place in Acireale (Sicily, Italy) from 16th to 19th May 2019 in memory of the composer who dedicated many of his works to mandolin music.

I warmly invite you to participate to this remarkable event; it will be also a good opportunity to promote and support mandolin culture and music.

Visionate e scaricate il regolamento del concorso e il modulo di iscrizione a questo link:

You can download the contest regulation and registration form from the following link: 
www.associazionemaestromusmarra.it/concorso/

Non esitate a contattarmi per ulteriori informazioni.

Do not hesitate to contact me for further details.

Spero di rivedervi tutti al sole della Sicilia!


Wish to see you all there in sunny Sicily!

Ciao
Carlo Aonzo
www.carloaonzo.com

carlo@aonzo.com




 


 

 

 

 

 



 

Le Edizioni Dell'Orso
Nella Collana
STUDI E RICERCHE

presentano

Marco Giancintucci

LE OPERE PER MANDOLINO DELLA COLLEZIONE GIMO DI UPPSALA

Numero in collana: 164
Pagine: X-118
Formato: 17x24 cm
Anno pubblicazione: 2018
Euro 16,00
ISBN: 978-886274-892-6



Nel corpus della musica strumentale italiana del sec. XVIII, notevole rilevanza assume una raccolta svedese nota come Collezione Gimo, particolarmente ricca di opere per mandolino “napoletano”, a tutt’oggi conservata presso la Biblioteca Universitaria di Uppsala. L’antologia fu messa insieme da Jean Henry Lefebure, nobile di Stoccolma e “dilettante” di musica, il quale ebbe modo di procurarsi, in occasione del proprio Grand tour in Italia, intorno al 1760, una gran mole di partiture e di materiale musicale, confluita in una personale collezione di musica italiana del tempo. La raccolta contiene opere per mandolino di autori quali Giovanni Battista Gervasio, Emanuele Barbella, Carlo Cecere, Giuseppe Giuliano, Gaspare Gabellone, Domenico Gaudioso, Gioacchino Cocchi, Vito Ugolino, e va a configurarsi come una tra le fonti principali riguardo alla letteratura specifica dello strumento. Il saggio si pone come iniziale contributo circa le composizioni per mandolino della Collezione Gimo, rappresentando altresì un ulteriore momento complementare della già avviata serie di monografie — a cura dello stesso autore e per i tipi della medesima Casa Editrice — sul grande mandolinista settecentesco Giovanni Battista Gervasio.

Marco Giacintucci, parallelamente a studi regolari classici e musicologici (Laurea in Lettere; Scuola di Specializzazione; Master; Laurea in discipline Musicologiche in Violino barocco; Laurea in Discipline Musicologiche in Mandolino; Dottorato Ph.D in Italianistica), ha curato il proprio interesse per l’interpretazione filologica della musica antica nell’ambito di corsi specialistici, svolgendo attività concertistica, compositiva e seminariale presso enti, associazioni, teatri e atenei, tra cui I Concerti di Radio 3 (Palazzo Venezia, Roma) e il Festival del Canton Ticino Cantar di Pietre (Radio della Svizzera italiana); è impegnato nella valorizzazione in particolar modo del mandolino barocco, dei suoi autori e del relativo repertorio. Titolare della cattedra di Lettere italiane e latine presso i Licei, si occupa di ricerca e di didattica universitaria nell’ambito della musicologia e dell’italianistica. Tra le sue pubblicazioni relative a studi mandolinistici: Le musiche per mandolino nella Collezione Gimo di Uppsala (2015); Giovanni Battista Gervasio “Mâitre de Mandoline” (2016); Giovanni Battista Gervasio. Le opere per mandolino della Collezione Alströmer (2017); Alfonso Cipollone: profilo biografico di un compositore e mandolinista abruzzese del primo Novecento (2018); Alfonso Cipollone compositore di mandolino (2018); Cenni sulla nascita del mandolino nel sec. XVIII (2018); I metodi per mandolino del sec. XVIII (2018). Alcune monografie relative all’italianistica: L’Infernalità crudele. Benvenuto Cellini e il sacco di Roma del 1527 (2018); Il Paternoster di san Giuliano ospitatore (2018). Tra i suoi progetti discografici (le prime registrazioni integrali assolute Tactus) si ricordano: Il Codice di Guardiagrele: I Corali di S. Maria Maggiore (2013); Nicola Monti: Miserere - Nelle ore desolate di Maria Ss (2016).