MERAVIGLIOSO

di Fabio Poretti

In memoria di Angelo Persichilli

 

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24 giugno 2012, Auditorium D’Annunzio di Pescara.
«Mi sembra di conoscerti da sempre».


Sono le parole che maggiormente mi legano al caro Maestro Angelo Persichilli, parole asserite durante il mio esame di diploma in flauto. Ma facciamo un passo indietro. Su invito della cara collega prof.ssa L. Trabucco, racconto un paio di curiosità che mi legano in maniera diretta e indiretta al maestro.

Forse non tutti sanno che il flautista, oltre ad una carriera incredibile farcita con concerti in tutto il mondo, masterclass, corsi di perfezionamento, incisioni, registrazioni sia in veste di solista che di orchestrale assieme alla virtuosa e sublime Orchestra Nazionale di Santa Cecilia, ha dato il via ad una scuola flautistica che presto è divenuta patrimonio del territorio abruzzese e non solo. Una scuola basata sullo studio di ciò che c’è dietro allo spartito, all’interno delle note, una scuola che verte intorno all’emozione ed alla meraviglia del suono. Meraviglia, sì, una parola che usava spesso poiché aveva un entusiasmo che lo ha contraddistinto nella vita dagli altri colleghi, talvolta troppo seri e arroganti.

Nella sua brillante carriera, tra le infinite motivazioni, il maestro lo si ricorda per la dolcezza del suono, il virtuosismo in virtù dello spartito e la sua immensa cultura che celava con le note; ci tengo a ribadire che oltre ai video, ai cd, alla riscoperta del concerto di Mercadante ed alla scuola flautistica iniziata, ciò che tuttavia resta maggiormente è la bontà d’animo della persona; mostrava sempre un sorriso, anche dopo una giustificata sgridata.

Tornando alla sua attività di docenza, possiamo affermare che tra gli eredi della sua classe di flauto al conservatorio “D’Annunzio” di Pescara vanno certamente citati: il prof. Gabriele Di Iorio, la prof.ssa Lorenza Summonte, il prof. Sandro Carbone e infine il M.° Dante Milozzi, primo flauto dell’Orchestra Rai di Torino.

Fortemente voluto dal maestro Di Iorio è il premio alla carriera, onore donato al maestro molisano durante l’ultima edizione del Falaut festival 2016 tenutosi presso il conservatorio pescarese con un'affluenza di giovani musicisti più che mai inaspettata. Il passaggio del piccolo grande omaggio del premio alla carriera è stato più che mai emozionante poiché è passato proprio per le mani del mio maestro, Gabriele Di Iorio appunto. Un passaggio che lega più che mai quest’ultimo al suo unico grande maestro ed in secondo luogo il sottoscritto alla scuola di Persichilli. Un passaggio che ci unisce come gli anelli di una catena, una catena d’oro che profuma di musica.

A proposito di oro, racconto un ultimo aneddoto.

Era una giornata primaverile, fine marzo o forse inizi di aprile. Decisi di andare a trovare Di Iorio, che per nove anni ha seguito e corretto con pazienza i miei brutti errori musicali. Apro la porta e come sempre, sta ancora studiando. Ma c'è nel suo suono qualcosa di strano, di sublime, di incredibile, mai sentito prima...  qualcosa di meraviglioso. Controllo la sua impostazione ed è la solita: le labbra distese, le dita vicine; il flauto è giallo, più giallo del solito. Continuo ad ascoltare per un po'. Successivamente iniziamo a chiacchierare. Soliti saluti, come stai, come non stai ma, poi, subito il domandone: «ma questo flauto? »

Il maestro mi risponde: «Ah! Non te l’ho detto? Guarda un po' qui»… mi avvicina il flauto e sul retro della testata leggo: to Severino Gazzelloni. * Incredulo, lentamente, faccio un ampio sorriso, alzo lo sguardo e dico: «Il flauto di Persichilli!». Il Maestro Di Iorio lo ha ereditato, essendo stato l'allievo più importante di Persichilli, l'allievo che gli è stato sempre a fianco. E con commozione affermo che la magia di questo strumento continuerà a vibrare.






 

 

* La Casa costruttrice Brannen dedicò a Severino Gazzelloni un particolare strumento dalle caratteristiche strepitose studiate direttamente con lui: in oro a 9 carati, questo modello possiede un innovativo innesto del trombino, che permette di discendere al si.


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