LA MASCOTTE DALLE ALI D'ORO


di Linda Trabucco

La sapienza musicale di Germaine Tailleferre



 

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Germaine, unica donna, entrò tra Les Six al loro esordio. Al concerto di presentazione del gruppo, il 15 gennaio 1918 al Theatre du Vieux-Colombier, vennero eseguiti i suoi Jeux de plein air, tiritere di bimbi e Sonatine pour cordes, nucleo iniziale del Quartetto per archi. C'era bisogno di gioventù a Parigi in quel tempo, e la ventiseienne Marcelle Taillefesse, allieva modello del Conservatoire, costituiva con i compagni di studi Milhaud, Auric, Honegger, le speranze di un profondo rinnovamento musicale, eccentrico rispetto al perdurante successo dell'opera italiana, ed alla stagnazione del panorama europeo prodotta dagli esiti del dramma wagneriano, con le aristocratiche sortite di Debussy. Il primo nucleo dei Noveaux Jeunes si era costituito su invito di Blaise Cendrars e Moise Kisling: Honegger, Auric e Durey erano sollecitati dallo stravagante Erik Satie, indomito nella desolazione culturale e materiale prodotta dalla guerra. S'incontravano negli ateliers di Picasso e Modigliani, e nei locali di Montparnasse, frequentati dall'eclettico Jean Cocteau, loro coetaneo, accogliendo volentieri la promettente ragazza, già inorgoglita da premi tanto da mutarsi il nome nel più assertivo Germaine Tailleferre. Aveva già creato una dozzina di composizioni, la prima a diciassette anni. Continuerà senza intervalli, imponendosi sui sodali, cui si uniranno Poulenc e Milhaud, tornato dai due anni trascorsi in Brasile al seguito del diplomatico Claudel. Cocteau teorizzava, riecheggiando i postulati marinettiani di un decennio prima, ribaditi da Pratella e Russolo ed ancora pienamente sentiti, una liberazione dalla classicità e dalla ridondanza. Le Coq et l'Arlequin, edito da La sirène, riconosceva a Satie la funzione di mentore dei nuovi francesi.

Cocteau coinvolse la giovane parigina nell'opera collettiva Les Mariés de la Tour Eiffel, coreografia nonsenese, come Parade, musicato da Satie per i Ballets Russes, quando il gruppo aveva già assunto il nome definitivo, pensato dal critico Henry Collet. La compositrice partecipò al progetto con gli episodi Quadrille e La Valse des dépêches in sostituzione di Durey, divertenti, nella tradizione di danza. Il sodalizio con Ravel consolidò la tecnica di Germaine, che inclinava quindi al delicato barocchismo del Concerto per pianoforte, voluto da Winnaretta de Polignac di cui frequentava il salotto, del Concertino per arpa e pianoforte, del balletto Le Marchand d'oiseaux, alle morbide sorprese del non più allestito La Nouvelle Cythère, così lontano dalle stranezze degli esordi, ai giochi ritmici e dinamici, con digressioni arabescanti, di Sicilienne, alla limpidezza della prima Pastorale per pianoforte, contrapposta alla passionalità della seconda, sino al misterioso intellettualismo del Vocalise. Il compositore la stimava al punto da auspicarne la partecipazione al Prix de Rome. Quando Ravel cominciò a manifestare i segni della malattia nervosa, il rapporto finì.

Nel '25 la Tailleferre fu invitata a New York da Leopold Stokowski, che curò esecuzioni prestigiose del Concerto per pianoforte, da parte di Alfred Cortot con la Philadelphia Orchestra, e della compositrice stessa alla Philarmonic Society. Tornata a Parigi riprese la tournée con buon consenso.

Di nuovo negli USA in settembre, sposò il caricaturista americano Ralph Barton, con cui visse a Manhattan. Gli dedicò il Concertino per arpa e pianoforte eseguito alla Symphony Hall di Boston dinanzi a Charlie Chaplin, pieno di ammirazione e pronto ad avere la musicista al fianco nelle sue produzioni cinematografiche a Hollywood. Il Concertino segna un momento di esaltazione che fonde le sonorità dei due strumenti in rapidi disegni a cornice di una romantica melodia fiorita di trilli. Dopo soli due anni la coppia tornò in Europa: Barton non sopportò i successi che si profilavano per la sua signora - che preferiva ai fornelli - in un ambiente culturalmente tanto fecondo e prodigo di occasioni.

Paul Claudel incaricò la compositrice di dedicare, in occasione del centenario dalla nascita, un'ode al chimico Marcelin Berthelot, padre di un diplomatico comune amico. L'idea di Sous les Rempart d'Athènes, concepita durante il viaggio in nave verso Parigi, doveva integrare, senza commentare, in un continuum di suono, la recitazione di brani sul tempo, l'atmosfera, la bellezza dell'Acropoli, percorsa da filosofi in conversazione. Claudel non poté assistere alla première, il 27 ottobre, al Palace de l'Elysée, richiamato a Washington dov'era ambasciatore. Riconoscente alla moglie, propose di conferire la Legion d'onore per gli affari stranieri al marito. La Comédie Française replicò il lavoro ancora per almeno un triennio, ma non è dato sapere se con la parte orchestrale. Intanto l'originale, seguendo il destino della Nouvelle Cythère, andò perduto, rimanendone soltanto una parte del pianoforte in fotocopia. Anche l'opéra-comique Zoulaina non ebbe pubblicazioni, così come il Concerto per violino del 1937, di cui resta la riduzione nella Seconda Sonata per violino e pianoforte, ed i Trois Études del '42. Ricostruzioni in tempi recenti sono dovute al devoto Paul Wehage.

Fallito il matrimonio, come i quattro precedenti, l'artista tentò di uccidere la moglie, mancandola, ma provocando l'interruzione di una gravidanza in corso, poi si sparò alla tempia, concludendo un'esistenza segnata dalla depressione. Le Six Chansons françaises, nate dal dramma del divorzio, su richiesta dell'amica musicista Jane Bathori, intonano testi antichi, d'amore e di patimenti femminili. Concitazione, tenerezza, speranza, ironia, malinconia, sulla ricca tavolozza che rappresenta la coscienza di poter ottenere dalla musica la consolazione. Anche in tarda età Germaine ripeterà sempre di essere stata salvata dalla sua arte nei tanti momenti tristi della vita.

Nel '31 divenne madre di Françoise, figlia dell'avvocato Jean Lageat, che sposò l'anno seguente. Di nuovo osteggiata, continuò a produrre senza sosta lavori di qualità: la Suite per orchestra da camera, il Divertissment dans le style Louis Quinze, il Concerto per due pianoforti, quattro saxofoni, coro vocalizzante e orchestra dall'organico assai particolare, vicino alla stagione francese di Stravinskij, ma con sonorità vocali inusitate, arcano nel Largo, trionfale, asimmetrico nell'Allegro maestoso finale. Nello stesso 1934 scrisse su poesie di Prévert e Byron, iniziando colonne sonore per documentari, indi numerose collaborazioni con registi quali Epstein, Gastyne, Allégret, che si protrassero sino al 1975, contemporaneamente a produzioni per la televisione e, dal '46 al '59, per la radio. Il Ministero di arti e cultura le ordinò la brumosa Cantate du Narcisse nello stile di Christoph Willibald Gluck, su testi di Paul Valéry. Fu eseguita a Marsiglia nel Salon Fournier, dall'Orchestra della Radio Marsigliese, e venne contemporaneamente trasmessa.

L'occupazione tedesca costrinse Germaine ad espatriare con la sua bambina, lasciando l'abitazione di Grasse alla volta del Portogallo, e di lì, con una nave, negli USA, dove si stabilì a Filadelfia, in compagnia della koinè di amici musicisti esuli, fino alla fine della guerra. Scrisse la Pastorale per violino e pianoforte, tranquilla, colma di mesto lirismo, la seconda opera buffa Marin de Bolivar, un'Ave Maria mai più trovata dopo l'unica esecuzione, per coro femminile a cappella per lo Swarthmore College. Il était un Petit Navire, rifacimento del Marin du Bolivar - coltivato per almeno vent'anni - con le parole di Henry Jeanson, giornalista politicamente impegnato, era stato dato poco prima della partenza per l'America nel '42, poi incrementato fino a raggiungere proporzioni ragguardevoli e riproposto nel marzo '51. Un gradevole intreccio da pochade con dialoghi recitati.

Al ritorno in Patria, per il teatro seguirono la commedia Parfum, i balletti Paris-Magie e Parisiana, intervallati con i cameristici Secondo Concerto per piano, perduto, Sonata per arpa, Concerto per flauto, piano e orchestra. Il Thèatre des Champs Elysèe volle celebrare il trentacinquesimo di sodalizio tra Les Six, che si riunirono con immutato affetto. Nel 1955 Germaine subì un nuovo divorzio, che non le impedì di dedicarsi alle cinque opere brillanti Du Style Galant au Style Méchant (Le Bel Ambitieux, La Fille d'opéra, Monsieur Petitpois achète un château, La Pauvre Eugénie) per Radio France. Nonostante il momento difficile dovette prendere con sé la nipotina Elvire, nata dall'effimero matrimonio di Françoise.

Pure perduto il Concert des Vaines Paroles, dell'anno successivo, dopo una serie di liriche. Nel '57 La Petite Sirène, la Sonata per clarinetto solo, già votata al serialismo, la Toccata e la Partita. Con Le Maître, opera da camera su testo di Eugène Ionesco, Germaine approdò al sistema dodecafonico. È quasi impossibile oggi assistere ad allestimenti di tutte queste elevate fatiche, complete della veste musicale con cui sono state generate. Sembrerebbe che negli anni le poesie, maschili, abbiano prevalso, lasciando che la creazione femminile venisse dimenticata o addirittura, come s'è visto, smarrita.

Notevoli negli Anni Sessanta l'aforistico, dolente Adieu du Cavalier, in ricordo di Francis Poulenc, modellato sui versi scritti dai Apollinaire prima di morire, la Partita in tre movimenti Hommage a Rameau per due pianoforti e quattro percussioni, ormai distante dal gusto antiquario delle prime prove, ed il Concerto per due chitarre. La signora tornò a preferire le piccole dimensioni, seppure personali negli impasti timbrici, sempre così cristallini: hanno titoli fugaci che riportano alle fissazioni del Maestro Satie, come Amertume, Angoisse, Entonnement, Jacasseries, Barbizon, Escrapolète; o, più pittoricamente Impressionisme, Arabesque che il clarinetto avvolge di fascino meraviglioso. Più tardi recuperò il nomi di danze e quelli delle forme classiche.

Nella seconda metà degli Anni Settanta i musicisti Paul Wehage e Désiré Dondeyne l'affiancarono talvolta nell'orchestrazione, ma nonostante la vena compositiva fosse vivace come non mai, la Tailleferre dovette far fronte ad un periodo di incertezza economica, tentando la carriera di accompagnatrice al pianoforte in una scuola per bambini, per cui concepì la raccolta Enfantines. Il Concerto de la fidelité, per soprano di coloratura e orchestra, le venne chiesto, quasi la commissione fosse da intendersi come un'onorificenza, dal Ministero della Cultura. Il realtà è l'adattamento del Concerto per soprano del '54, a sua volta recuperato dalla Sonata per arpa dell'anno prima.

Germaine fu insignita di vari titoli: la Legion d'Onore, la Gran Croce all'Ordine Nazionale al Merito, il Gran Premio dell'Accademia delle Belle Arti, Gran Premio della Città di Parigi, premio Italia.

Compose ancora fino a poco prima di spegnersi, novantunenne, invitta, straordinaria rappresentante del genere che s'impegna, affacciandosi a prospettive grandiose, che crede nel potere della mente e del cuore.