IL VIBRATO DEL GIARDINO DI CELIBIDACHE

di Fabio Poretti

Espressione e vita nel pensiero del grande direttore


 

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La fenomenologia della musica cerca di rendere oggettivi gli effetti del suono sulla coscienza umana; è una scienza coltivata e sviluppata moltissimo dall'eccezionale direttore rumeno Sergiu Celibidache. Secondo questa filosofia, la musica è un percorso all'interno del quale l'esecutore, guidato dalla volontà e necessità del compositore, attraversa le salite e discese (tensive o distensive dell'armonia; pertanto s'incontreranno valli, fiumi, montagne, laghi ed il monte più alto è chiamato punto massimo. La destinazione del viaggio è la coscienza dell'ascoltatore e se non si seguono delle ferree regole che mettono in relazione tra di loro i suoni, non si arriva alla meta del percorso. La fenomenologia abbraccia ogni aspetto della musica incluso ovviamente il vibrato e, riferendosi prima a un violinista e poi ad una giornalista, Celibidache ci dona importantissime nozioni tecniche sul vibrato; esse sono state estrapolate dal film-documentario Le jardin de Celibidache.

Nessuno ha mai lavorato con te il vibrato? Tu fai sempre un vibrato velocissimo, c'è soltanto questa possibilità? Tutte le orchestre americane, tutti i solisti, tutte le scuole e tutti i professori vibrano elettricamente, il più velocemente possibile.

[…] E' necessario che esso sia indipendente [dai limiti tecnici] e deve avere una relazione intima col contenuto musicale. Il vibrato è quel che c'è di più vivo; oggigiorno è morto poiché è al servizio dell'idea che, non importa come, dev'essere espressivo ed attualmente per espressivo s'intende molta intensità. In realtà il non espressivo può essere a sua volta espressivo. Il vibrato è diventato uno scopo ma in verità è una dimensione dell'espressione.

Confrontando il pensiero di James Galway a quello di Celibidache, si notano alcune discordanze molto rilevanti. Se da un lato, come sottolinea il flautista, è vero che il tempo Adagio non giustifica l'utilizzo di un vibrato lento, dall'altro è doveroso rimarcare il pensiero nitido, chiaro e profondo del direttore rumeno che combatte l'uso indiscriminato del vibrato fine a se stesso. Suggerisce di modulare la frequenza della sinusoide relazionandola a ciò che detta il linguaggio musicale e si oppone alla tradizione odierna di vibrare tutto molto velocemente. Inoltre, mette in luce un concetto importantissimo: fa notare che l'espressività non è schiava del vibrato e può sorgere anche senza di esso. Infatti, nel film-documentario, egli dona un esempio ispirato da alcune vicissitudini quotidiane invitando ad ascoltare ed analizzare una voce bassa e piatta (ovvero con un'emissione sonora nel piano e quasi non vibrata) che esplicita un contenuto verbale intimidatorio; è molto più funzionale ed espressiva di una urlante e stridula. Non è questo l'unico paragone che fa tra la quotidianità e la musica; insiste molto su questo parallelo spiegando come il vibrato sia davvero insito in ogni secondo della vita, anche e soprattutto mentre si suona. Infatti, secondo Celibidache è errato affermare che l'espressività si evinca solo con una forte intensità dinamica e con un vibrato rapidissimo; in certi casi, così come nella vita, si è molto più espressivi o che dir si voglia comunicativi, fraseggiando piano e con un suono fermo.

Il vibrato è la maniera più adatta di dare la vita, una vita adatta a te, quindi inimitabile.

Comparando i due assunti estratti dal film, rispettivamente, balzano subito agli occhi, nel primo la parola morte e nell'altro al parola vita. Secondo il direttore rumeno, il vibrato è distrutto, inutile e non funzionale ogni qualvolta non asseconda il contenuto musicale. Allo stesso tempo però, è un profumo vivo ed inimitabile poiché nessuno può vibrare nella stessa maniera; ogni vibrato è differente così come ogni volto ed ogni persona lo sono. L'ultima citazione oltre ad essere vera è altamente poetica. Il vibrato permette di dar vita alla musica, al suono, al fraseggio e quindi è forse il mezzo più potente di cui un esecutore deve avvalersi.