CANTORIE - XX)


di Linda Trabucco

Viaggio fotografico di chiesa in chiesa

parte ventesima

LISBONA

 

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La cattedrale di Lisbona domina la città dall'alto del pittoresco quartiere Alfama. Sorta nel 1150, alla sconfitta dei Mori, in luogo di una moschea distrutta, è intitolata a Santa Maria Maior. Questa imponente Sede Episcopale (Sé) possiede un impianto organario monumentale che incornicia l'altare maggiore.

L'aspetto pressoché simmetrico dell'architettura, con le trombe orizzontali em chamada, o de batalha aggettanti, tipiche della sonora trompeteria ispano-lusitana, comprende due strumenti di Joaquim António Peres Fontanes, risalenti 1785-86. Mentre l'organo collocato in cornu Evangelii, non funziona più, quello di fronte, posto a terra, è oggi un moderno Flentrop, donato dalla Fondazione Calouste Gulbenkian, che nel 1964 ha sostituito l'originale, da allora trasferito nella vicina Santa Engrácia, Pantheon nazionale. L'azienda di Zaandam si è occupata anche del restauro nel 2012, ed ha approntato un positivo de coro a otto registri.

La controfacciata principale, mostra sotto al rosone centrale, un grande arazzo ornamentale.


Nella posizione ove la tradizione voleva fosse la casa natale di Fernando de Bulhões, Santo António, il portoghese che a Padova ebbe l'ultimo approdo ed il transito in Cielo, venne edificata una chiesa, completamente ricostruita dopo il terremoto devastante del 1755, su progetto dell'architetto Mateus Vicente de Oliveira.

Dalla cripta alla sacrestia, il tempio contiene pregevoli opere dell'arte barocca ed azulejos ottocenteschi della Real Fábrica do Rato.

L'organo è in controfacciata, sulla cantoria dalla balaustra curvilinea a colonnine, culminante in un Crociifisso.


São Domingos denuncia le tristi vicissitudini della sua storia. Nel cuore della città, accanto alla piazza Rossio, è stata la chiesa dei reali di Portogallo, teatro degli eventi ufficiali, ma anche sede dell'Inquisizione. Nel 1506 vide il massacro degli Ebrei, incolpati dal popolo per una serie di disgrazie che affliggevano il Paese.

Sorta ad opera del re Sancho II nel 1241, fa parte oggi della Paróquia de Santas Justa e Rufina. Riedificata dopo il terremoto del 1755 da Manuel Caetano de Sousa su progetto di Carlos Mardel,
uno dei tre prestigiosi architetti incaricati dal Marquis de Pombal, l'artefice della ricostruzione illuminata, subì nel 1959 un incendio di cui conserva tuttora segni che contribuiscono a renderla inquietante e spettacolare.

 

L'organo non alloggia nella spoglia e bruciata cantoria dietro la facciata principale, che riutilizza materiali provenienti dalla cappella reale del Palazzo da Ribeira: si trova nel coro della cappella maggiore, costruita da João Frederico Ludovice su incarico di João V nel 1748.

Compatto, con la cassa quadrifora dall'armonioso disegno, affaccia la consolle verso l'altare, funzionale al sistematico impiego nella liturgia.

Nella Baixa neanche la medievale di San Nicola scampò al sisma che rase al suolo Lisbona, seguito da maremoto ed incendi. Il piano di ricostruzione del 1780, dovuto a Reinaldo Manuel dos Santos, dotò il tempio di un magnifico strumento opera di António Xavier Machado Cerveira. Come gli altri membri della famiglia, l'artista organaro era più incline alla raffinatezza estetica delle sue creazioni che alla resa fonica, in questo caso ottimizzata dalla meccanica di Bento Fontanes de Maqueira.

Poco distante si trova Santa Maria Madalena, altra interessante costruzione voluta, come la Cattedrale, dal re Afonso Henriques, e riedificata in stile manuelino, a fine Settecento. Statue ed organo sono opera di Joaquim Machado de Castro, fratello di António. Come il precedente, lo strumento si segnala per le tipiche trombe orizzontali. Un'iscrizione su pietra ricorda: «O orgão desta igreja peça artistica e historica di mais alto valor para a Cidade de Lisboa, foi integralmente restaurado com o apoio da Fundação Cidade de Lisboa e a ajuda da Fundação Calouste Gulbenkian».

Il cinquecentesco Convento delle Clarisse della Madre de Deus ospita un prestigioso Museu dos Azulejos, ma ogni angolo riluce di decorazioni ceramiche dai più vari soggetti sacri. Sito nella zona orientale di Lisbona, si deve all'iniziativa della regina Leonor, moglie di João II e sorella di Manuel I, ma altri sovrani fecero riparare ed impreziosire la struttura, pesantemente danneggiata dalla catastrofe del 1755. Straordinari gli ornamenti del chiostro manuelino - nella maniera artistica promossa nel Cinquecento da re Manuel I - e sontuosa la chiesa, ridondante di stucchi dorati, dipinti raffinatissimi e stupefacenti pannelli di piastrelle soprattutto bicrome in bianco ed azzurro.

L'elegante balconata che si protende sulla navata, più che una cantoria sembrerebbe un palco da cui assistere alla celebrazione, opposta ad un grande matroneo che scorre sull'entrata. Ma la chiesa possiede oggi solo un organo elettronico accanto al presbiterio, ed un pianoforte a mezza coda, utilizzato evidentemente per concerti.



Verso l'estuario del Tejo, ad Ovest, si trova l'imponente Mosteiro dos Jerónimos, nel quartiere di Belém. Venne edificato dal 1502 per volere di Manuel I, per l'Ordine di San Gerolamo, e progetto di Diogo de Boitaca, in seguito João de Castilho ed infine Diego de Torralva, nel posto che era stato occupato dall'Ermida do Restelo, fondata dall'Infante Henrique il Navigatore. Vasco de Gama vi aveva trascorso in preghiera l'ultima notte prima d'imbarcarsi per le Indie orientali, con tutto il suo equipaggio.

Il complesso del Monastero, che resistette al sisma ma subì gli assalti dell'esercito napoleonico, comprende i musei nazionali della Marina e dell'Archeologia.

La sacrestia mauelina, ricca di dipinti concepiti attorno ad un'unica colonna centrale minutamente istoriata, possiede solo un modesto armonium. Nella splendida chiesa di Santa Maria de Belém, che conserva, tra quelle di re e regine, le spoglie dell'eroico navigatore e del poeta nazionale Luís Vaz de Camões - l'altro genio portoghese, Fernando Pessoa, riposa invece nel chiostro - un organo contemporaneo a cornu epistolae ai piedi della cappella maggiore. Il vasto camminamento sulla controfacciata, dominato dal bel Crocifisso, non pare originariamente destinato ad accogliere uno strumento.

 

 


 

 

 

 

20 - continua

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