CANTORIE - XIX)


di Linda Trabucco e Giulio Cavallucci


Viaggio fotografico di chiesa in chiesa

parte diciannovesima


GIOIELLI D'ITALIA

 

 

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Cattedrale di Assisi dal 1036, San Rufino possiede tre organi importanti. L'altare maggiore si fregia di uno strumento ottocentesco a trasmissione meccanica costruito dai Fratelli Antonio e Francesco Martinelli da Fratta Perugina, allievi di Angelo Morettini. Nel 1905 Rodolfo Luna rifece il sistema dei mantici. Dotato di un manuale, una pedaliera con pedale di tamburo e pedale che aziona la terza mano, cioè il raddoppio all'ottava superiore, l'organo ha trentatré registri.

Meno prezioso, l'organo moderno realizzato dalla famiglia Chichi di Sovigliana, posto nel transetto meridionale. A trasmissione meccanica anch'esso, venne costruito nel 1971. Ha una breve pedaliera ed un solo manuale sporgente sul davanti del corpo. Si trovava, prima del 2008, in Santa Maria Maggiore.

Un'altra splendida cantoria barocca è nella Cappella del Santissimo Sacramento. L'organo Tommaso Campana, risale al 1645.

 

La cantoria del Duomo, a Città della Pieve, è sorretta da colonne in finto marmo verde, e posta in controfacciata, sotto l'arcata che comprende il rosone centrale. Ai lati, seguono la geometria dell'incidenza tra volta e parete due affreschi compiuti nel 1895 da Annibale Ubertis. Raffigurano storie del Beato Giacomo Villa e di Santa Margherita da Cortona.

Del primo, il Santo Elemosiniere, s'illustra la traslazione, avvenuta mediante un carro tirato da una coppia di buoi, dopo il ritrovamento del corpo martirizzato nel 1304: Giacomo era stato ucciso per aver difeso dalle vessazioni del clero locale l'ospedale che aveva preso in carico e largamente beneficiato.

Pure infermiera caritatevole ed umile penitente, la Santa francescana di Cortona, originaria di Laviano, attiva come pacificatrice nelle vicende politiche, e consorella nella Compagnia dei Laudesi; nel dipinto vaga per i boschi guidata dal cane del compagno ucciso, alla ricerca delle sue spoglie.

L'organo, attribuibile alla bottega di Sebastiano Vici, che lo costruì con l'allievo Angelo Morettini, risale al 1827. Vari i rifacimenti nel Novecento.

Di fronte, il catino absidale sormontato da un prezioso affresco del Pomarancio figlio, Antono Circignani, La Gloria celeste.

 

A Città della Pieve sul corso Pietro Vannucci si affaccia l'Oratorio dei Disciplinati, o di Santa Maria dei Bianchi. Offre ancora lo splendente affresco del Perugino, L'Adorazione dei Magi.

La cantoria, che si sviluppa lateralmente per otto metri e mezzo, è sistemata sul portale d'ingresso, su quattro sostegni ornati curvilinei. Un decoro fitomorfo dorato interrompe la semplicità della balaustra continua in gesso di un tenue color verde. È opera di Stefano e Paolo Cremoni, architetti del Settecento.

Non ha l'organo: per la liturgia la chiesa si serve di un armonium collocato accanto al presbiterio.

Il «natìo borgo selvaggio» che tanto limitava le aspirazioni letterarie e sociali dell'inquieto Giacomo, consiste di fatto in un'elegantissima, vasta cittadina chiusa tra mura rinascimentali e prodiga di incredibili sorprese.

A Recanati, nel Rione Montemorello, la secentesca Chiesa dei Cappuccini accoglieva le preghiere della famiglia Leopardi, cui bastava attraversare la strada per raggiungere il banco, sulla sinistra del presbiterio, segnato col proprio aristocratico nome. Avevano intitolato la propria cappella, la seconda a cornu Epistolae, alla Madonna Consolatrice degli Afflitti.

La Madonna di Loreto, cui è dedicata la chiesa, è raffigurata in una tela di Girolamo Cialderi, sull'altare maggiore, mentre una Madonna dell'Insalata attribuita al Caravaggio si trova su di un altare laterale.

La cantoria, in controfacciata, segue l'impianto austero del tempio.

La gotica Chiesa di Sant'Agostino è invece arricchita di marmi ed ornamenti preziosi, con gli interventi barocchi di Ferdinando Bibiena.

Nelle Memorie istoriche della città di Recanati nella marca d'Ancona, edite in Messina nel 1711, Padre Diego Calcagni riferisce: «Al lato dell'epistola si alza un bello e grande Organo. Ed à fronte dell'Organo nell'altro muro dalla parte dell'Evangelo un Pulpito colorito, e toccato d'oro». È evidente che cantoria ed organo attuali appartengono ad epoca recenziore.

Risale al maggio scorso la deliberazione di sostituire la massiccia statua che sormontava l'arco dell'appena restaurato portale, con una copia in vetroresina e fibra di carbonio, per evitare cedimenti della cantoria corrispondente all'interno. Il Padre benedicente originale, in pietra calcarea, verrà posto nel Museo Villa Colloredo Mels.

Il campanile di Sant'Agostino, visibile dal chiostro, è la torre antica del passero solitario.

 

     

 

 

 

 

 

 

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