LE CAMPANE DI STRASBURGO - XII)

di Linda Trabucco

Indicazioni e percorsi per l'educazione alla musica


parte dodicesima

EDUCAZIONE ALL'ASCOLTO
Maurizio Spaccazocchi, Italia



 

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L'educazione alla musica si trova oggigiorno a dover promuovere la comunicazione: il nostro tempo abbonda di espressioni più o meno istintive e destinate all'autoreferenzialità, tanto che la pratica corretta dell'ascolto ha assunto nuove, urgenti, nobili finalità sociali. Se «conoscere ed ascoltare è libertà di scegliere», «l'educazione all'ascolto è educazione alla libertà». Sollecitazioni confuse, frammenti malamente riorganizzati in vacua reiterazione, a trasparente sottofondo di messaggi, si affastellano nella percezione, alimentando l'affollamento di suono che, ad ampiezze d'onda sempre più dilatate e martellanti, cerca di vincere l'horror vacui di cui le masse soffrono, travisandone la reale motivazione e fuggendone autentiche vie di soluzione.

Una serie di obiettivi cui avviare l'allievo, ricondizionandone le abilità ricettive, potrebbe essere:
Concentra l'attenzione sul suono.
Riconosce un suono.
Riconosce come è prodotto un suono.
Riproduce un suono.
Memorizza un suono.
Colloca il suono nello spazio.
Descrive gli eventi sonori.
Descrive i modi per produrre suono.
Analizza un suono distinguendone le singole caratteristiche (altezza, intensità, timbro, provenienza, durata).
Classifica i suoni secondo singole caratteristiche (altezza, intensità, timbro, provenienza, durata).
Confronta due suoni secondo singole caratteristiche, cogliendone le relazioni di identità, somiglianza, differenza.
Analizza un ambiente sonoro (secondo gli elementi fondamentali del suono).
Schematizza graficamente un ambiente sonoro.
Comprende i linguaggi specifici.
Usa i linguaggi specifici.
Usa tecniche operative.
Colloca i suoni in relazione a contesti e significati.
Opera ragionamenti sul materiale sonoro.
Rielabora il materiale.
Opera previsioni sul suono.
Riconosce i momenti salienti delle situazioni problematiche.
Avanza delle soluzioni.

Protocollo semplicissimo, sembrerebbe, ma non scontato, se è vero che le attitudini elencate non sempre compaiono negli individui, anche molto giovani, come ci si aspetterebbe. In particolare adolescenti sottoposti ad una seduta di ascolto strutturata di un prodotto interamente acustico d'arte, si stupiscono sovente dell'esistenza di una gamma di sensazioni possibili, mai sospettata. Purtroppo la pazienza, essenziale requisito di un'applicazione efficace del sistema, che negli ultimi due indicatori diviene trasversale rispetto a competenze late, confligge con i tempi stretti che la società del fast e della performance spettacolare impone: dov'è il talento che doveva rivelarsi? Quando arriva un'esibizione concreta del tenero enfant prodige che tutti scorgono con sicurezza nel proprio figlio? Ignorando che la capacità prestazionale, se non assolutamente nativa e prorompente, non prescinde dall'introduzione del substrato, e che sull'ascolto s'incentra ogni pratica da quello sviluppata. Si pensa mai che la mala intonazione può derivare dall'egocentrismo, e che se non si presta attenzione prima agli altri, e poi al contesto, la musica d'insieme non sussiste?

Dagli studi di Pedagogia musicale del Dipartimento di Musica e Spettacolo dell'Università di Bologna scaturisce un'ulteriore scansione della procedura, articolata nella discriminazione di successivi dettagli:
Organico vocale e/o strumentale: composizione.
Organizzazione (compatta/differenziata; soli/tutti).
Eventuali voci e/o strumenti solisti.
Articolazione in tempi; loro sequenza (alternanza veloce/lento, tempi di danza, di marcia).
Elementi ricorrenti all'interno del singolo tempo (temi, motivi, effetti vocali o strumentali).
Elementi ricorrenti tra i tempi (temi, motivi, effetti).
Temi ricorrenti riconoscibili.
Temi legati ad uno strumento o ad un gruppo di strumenti.
Articolazione periodica del tema.
Effetti dinamici.
Tesstitura.
Attacco.
Conclusione.
Metro e ritmo.
Carattere neutro, distinto (euforico, disforico, affermativo, interrogativo), costante, mutevole.
Fonte, autore, natura, genere letterario, destinazione originaria, forma metrica, contenuto del testo.
Corrispondenza/divergenza tra l'articolazione formale (metrico-sintattica) del testo e l'articolazione formale della composizione (voce, voci, omogeneità/differenza).
Rapporto voci-strumenti (consentaneo/contrapposto).
Intelligibilità del testo.
Ripetizioni nel testo.
Figure melodiche allusive.
Effetti fonetici.
Ruoli vocali.

Complessa e scientifica l'analisi condotta da Maurizio Spaccazocchi, studioso e docente di altissimo profilo, responsabile di un corposo patrimonio di testi in cui illumina priorità pedagogiche, indicando percorsi concreti. Emblematica nell'inquadrare il valore del saper ascoltare l'affermazione «Se una persona non riesce a passare dall'io al noi, se si concentra troppo sull'io, rimane dentro di sé e non è in grado di aprire la mente verso gli altri».

Percezione ed ascolto, paradigmi e ascolto e condotte d'ascolto individuano pertinenze proprie dell'Homo audiens. L'ascolto musicale attiva la connessione tra sensi, che ricevono, e mente, che interpreta, attribuendo
significati al percetto. Compito dell'educazione è introdurre occasioni di relazione sensoriale-mentale che relativizzino uno stile di ascolto culturalmente egocentrico: le abitudini di ascolto che appaiono ad ognuno spontanee, sono in realtà frutto di imposizioni sociali di cui va preso atto. Invarianti sancite e varianti tollerate irrigidiscono modelli percettivi intesi come statici. I paradigmi esercitati dalle persone nell'attività di ascolto riducono la musica in un atteggiamento assolutista, che esclude richiami ad altre sfere, formalista, che riconduce i messaggi alla forma, espressionista, che ammette significati esterni, referenzialista, che ricorre al pregresso per trovare interpretazioni. L'ascolto può essere privato o pubblico, a seconda di mezzi, luoghi e funzioni, passivo o attivo.

La reattività motoria procurata talvolta dall'ascolto è dovuta a desincronizzazione corticale indotta dall'attivazione del sistema simpatico. È la modalità ergotropica, contraria a quella trofotrofica, cagionata dalla sollecitazione del parasimpatico. L'ascolto patogenico deriva dalle emozioni, quello patoforico le origina. Quando è neofilico, l'ascolto è attratto dalla novità, altrimenti si dice neofobico. È bulimico o anoressico se esagera in opposte tendenze, autistico se vede l'oggetto musicale come immutabile. La prossemica definisce il rapporto spaziale con la fonte sonora.

Assumendo le acquisizioni di Jean-François Augoyard ed Henry Torgue, Spaccazocchi adotta il loro repertorio degli effetti sonori nella percezione e nella memoria, elencando, con riferimento ad un impiego più specificamente musicoterapico:
- Anamnesi: effetto di reminiscenza, rievocazione conferito alla musica dall'uditore.
- Anticipazione: il soggetto anticipa e crede di sentire quello che accadrà. Ogni musicista sa immaginare almeno gli incipit dei temi che dovrà eseguire, così come l'ascoltatore che già conosce la composizione ascoltata.
- Fonomnesi: immaginare i suoni, seguire nella propria mente gli sviluppi noti.
- Immersione: sfondo sonoro, naturale o meccanico, che suggerisce e sbalza in primo piano una figurazione musicale.
- Asindeto: elisione, nella percezione o nel ricordo, di rumori di fondo o costruzioni sonore disturbanti o inutili, che consente all'oggetto musicale ritenuto interessante di emergere.
- Cocktail: evincere dallo sfondo di brusio o rumore, ciò che è ritenuto più importante.
- Sineddoche: selezione acustica di elementi sonori, in base a convenzioni.
- Gommage-Ingommatura: cancellazione dall'attenzione e dalla memoria, di suoni casuali.
- Delocalizzazione: incapacità di localizzare la fonte sonora.
- Ubiquità: localizzazione del suono incerta, contraddittoria, multipla, che genera malessere.
- Iperlocalizzazione: percezione del suono in un solo luogo circoscritto e definito.
- Metabole: spostamento dell'attenzione sulle diverse parti dell'architettura sonora nel corso di un ascolto. Genera euforia.
- Muro: effetto iperenergetico di materializzazione solida di una massa sonora ad intensità elevata e costante.
- Permanenza: scia mnestica, illusoria, di un suono già estinto.
- Tartini: tipico effetto osservato e studiato nel Settecento dal violinista istriano. Il terzo suono udito non ha frequenza propria, ma risulta dalla differenza tra quelle di due suoni reali simultanei in determinati intervalli. Può originarsi anche dall'incontro tra due frequenze esterne al campo di percezione, quindi non udibili. Un ologramma sonoro.

Spaccazocchi è stato titolare di cattedre nell'Istituto Superiore di Studi musicali del Conservatorio di Pesaro (Pedagogia della musica) e nell'Università di Urbino (Metodologia e teoria dell'educazione musicale). Docente nelle Scuole di Musicoterapia di Assisi e Catania e nell'Istituto di formazione terapeutica di Napoli, è membro del comitato scientifico del CSMDB di Lecco e coordinatore del progetto ministeriale Bimed, Scrittura, Armonia, Regole, Musica, Cittadinanza. Si occupa di formazione nel progetto Pitagora's. Propone in tutt'Italia animazione didattica in duo con Emanuela Mazzieri.

 

 

 



 

 

 

12 - continua

Corso di introduzione al Tirocinio Formativo Attivo per la sezione territoriale CISL - Chieti, gennaio/marzo 2012

«Io sono il cieco che sta dinanzi alla cattedrale di Strasburgo,
che ode suonare le campane, ma non trova l’entrata».
Voigt

«Chi biasimerà il cieco, se sta dinanzi alla cattedrale
e non sa dir nulla? Basta che si tolga devotamente il cappello
quando di sopra suonano le campane».
Eusebio

R. Schumann, Taccuino di pensieri e di poesia di Maestro Raro, di Florestano e di Eusebio