LA PLEIADE DI FRAU ALMA

NOTE

 

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1) - Rode-Breyman S., Alma Mahler-Werfel: Muse, gattin, Witwe, C.H. Beck Verlag, München 2014
L'autrice, nel 1997, con Anthony Beaumont, ha selezionato e trascritto i Diaries, 1898 - 1902, conservati nella Van Pelt Lybrary, per S. Fischer Verlag GmbH, Frankfurt am Main. Beaumont, nel '99 ne ha pubblicato la versione inglese per la Cornell University Press Ithaca, New York. Non si sono trovati diari successivi al 1902. Quelli conservati, pieni di fotografie, disegni, cartoline e telegrammi vari inseriti tra le pagine intaccate a mo' di album, hanno cancellature ed appunti vergati con la biro negli Anni Sessanta, segno forse, come suppongono i revisori, di una volontà di pubblicazione da parte della proprietaria.

2) - Hilmes O., Witwe im Wahn, Siedler Verlag, München 2004, tradotto in inglese da Donald Arthur, Malevolent Muse: the Life of Alma Mahler, Northeastern University Press, Boston 2015

3) - Sauvat C., Alma Mahler: et il me faudra toujours mentir, Payot, Losanna 2009, e Alma Mahler: Musa del secolo, tradotto da M. Pegoraro, Odoya, Bologna 2018

4) - Rognoni L., Introduzione a Gustav Mahler Ricordi e lettere, Il Saggiatore, Milano 1960. È riportata anche nell'edizione del 2015 a cura di Silvia De Laude.

5) - Bentivoglio L., Prefazione a La mia vita, Lit edizioni, Roma 2014

6) - Camilleri A., La creatura del desiderio, Skira, Milano 2013

7) - L'ultima lettera di Kokoschka citata nella Vita è quella che risale all'estate 1949.

8) - Mahler A., Andenken und Briefe, Allert de Lange Verlag, Amsterdam 1940, Ullstein Taschenbuchvlg 1985

9) - Mahler A., And the Bridge is Love, Harcourt Brace, New York 1958. Come racconta Hilmes, l'autrice accarezzava sin dal 1944 l'idea di pubblicare un'autobiografia. Nel 1947 era pronto Der Schimmernde Weg, che Zsolnay, primo editore del Roman der Oper e Andenken und Briefe, consigliò di riformulare, per mitigarne certi riferimenti razziali poco opportuni. Del medesimo avviso fu il ghostwriter prescelto, Paul Frischauer che intanto preparava Wife of the Great ovvero Great Men's Wife. Quando, offesa, Alma rivolle indietro il manoscritto, egli pretese 800 dollari per il lavoro già fatto. And the Bridge is Love fu compiuto con l'aiuto di E.B. Ashton. Gropius si risentì perché la storia d'amore con lui, il matrimonio e la loro figlia, vi apparivano come una vicenda di poco conto, dando il via ad un carteggio tra l'addolorato ed il furente, in cui l'ex moglie cercava di discolparsi gettando ogni responsabilità sul suo collaboratore, provocando così solo il definitivo allontanamento dell'architetto. Quindi l'idea di una versione tedesca del libro non andò in porto, e Ashton minacciò querela. Ma due anni dopo, mondata degli aspetti sgraditi e imbarazzanti, venne alla luce Mein Leben, curata da un vecchio amico di Werfel, grande ammiratore della signora, il giornalista Willy Haas.

10) - Mahler A., Mein Leben, Fischer Verlag GmbH, Frankfurt am Main 1960. I musicisti conoscono bene le vicende di Alma tra i venti ed i trent'anni. L'autobiografia, invece, pone l'accento su tutto il quasi mezzo secolo seguente.

11) - Questo concetto, un po' dannunziano, dell'illuminazione è espresso nel romanzo autobiografico e pieno di rimandi metaforici Zwischen zwei Kriegen, mai edito, come le lettere di Werfel, credute a lungo perse e ritrovate dalla governante Ida Gebauer che le spedì a New York da Vienna nel 1949.

Il più feroce detrattore di Alma è stato Elias Canetti: non ha mancato di riferire atteggiamenti e frasi infelici, sottolineando l'accanimento, in pubblico, contro tutti gli ebrei, compresi i due illustri mariti.

12) - Com'è noto, Maria, primogenita, morì il 12 luglio 1907 di difterite, nella villa di Maiernigg, in Carinzia, subito venduta.

Hilmes
riporta le ragioni di Gustav, fraintese o falsate da Alma per meglio entrare nella parte di vittima: il marito non le vietava espressamente la composizione, ma la invitava a comprendere la difficoltà di assortire due coniugi con la stessa complessa professione e la situazione sconveniente che un proseguimento delle lezioni con l'ex fidanzato avrebbe determinato. Peraltro la ragazza fece fatica a decidere chi preferire dei due, liquidando infine Zemlinsky con una lettera cerimoniosa. Continuò ad invitarlo ed a far musica con lui. A suo tempo si tenne in bilico anche tra Kokoschka e Gropius. Tra gli uni e gli altri, proposte di matrimonio e corteggiamenti furono molti. Gropius, invece, scoprì la tresca con Werfel da una telefonata fin troppo affettuosa, subito dopo l'infelice nascita del piccolo Martin, figlio, con tutta probabilità, dello scrittore.

13) - La produzione ufficiale di Alma consta complessivamente di 17 Lieder: i primi cinque, composti da studentessa, sono stati pubblicati nella revisione di Mahler per Universal, Vienna 1910; sempre Universal nel 1915 ne stampa altri quattro con una litografia di Kokoschka in copertina; ne aggiunge cinque nel 1924. Dei tre trovati nel 2000, due sono stati editi a cura di Susan M. Filler, mentre uno è rimasto manoscritto. Le poesie appartengono a Dehmel, Hartleben, Bierbaum, Rilke, Heine, Falke, Novalis, Werfel. Della coppia edita nel 2000, un testo è di Rilke, l'altro anonimo. Varie le orchestrazioni.

Oltre queste composizioni vocali, Anthony Beaumont ne elenca molte altre in fondo alla sua edizione dei Diaries. Nel catalogo compaiono anche una Sonata per violino, frammenti di un Trio con pianoforte, e dieci pezzi pianistici, più abbozzi vari. La corrispondenza in fase di ricerca, con la Rode-Breyman, anteposta alla pubblicazione, mostra tutto il disappunto dello studioso per lo scarsissimo valore tecnico di quelle prove giovanili rimasteci, annotate sui ventidue leziosi quadernetti dalla copertina azzurra (cfr. nota 1). Ne attribuisce la colpa agli insegnamenti del maestro cieco Joseph Labor, che si fidava solo dell'orecchio senza poter esaminare le pagine scritte.

14) - Al tempo beneficiava di  un mensile di 1000 corone, equiparabili a 5000 dollari, due domestici ed una governante inglese per le figlie, ma non seguiva il marito in tournée, a meno che le spese di viaggio e soggiorno non fossero rimborsate per contratto.

15) - La Venezia di Gabriele d'Annunzio si esprime innanzitutto nel Fuoco, pubblicato nel 1900, quindi sedici anni prima del soggiorno nella Casetta rossa. Vi compare il tramonto di Richard Wagner, alla cui morte l'ammiratore Stelio Effrena assiste direttamente. Anche Werfel segue la parabola conclusiva del genio sassone, nel romanzo concepito sulla Laguna.

16) - A questo punto, quando Alma, con l'intento di andare a prendere il negretto per portarlo da Manon allo scopo di distrarla dalla sua condizione, dichiara «io salii sulla mia piccola macchina e dal Kirchplatz mi recai fino a Hietzing, in una strada molto brutta e rumorosa», c'è da chiedersi se, da donna emancipata che era, guidasse lei.

17) - Non si è mai saputo se il battesimo che Alma desiderava per il marito fosse mai stato amministrato. Ella seppe oculatamente farsi riservare dall'editore Zsolnay tutti i diritti per le sue opere, arginando subito le rimostranze della suocera e della cognata. Nella Vita Franz è definito con espressioni affettuose che ne denotano la percezione non solo come più giovane, ma anche come fanciullo nell'intimo: «questo caro grande bambino», «il mio dolce bambino». Nel maggio del '20 Alma rifletteva: «davanti a lui cadono anche tutte le forme di autocompiacimento. Anche con Gustav Mahler era così, ma lui ormai è morto da quasi dieci anni. Sento che oggi non ho affatto il diritto di svolgere il ruolo di vedova Mahler».

18) - Nella Vita scrive soltanto: «Invece alcuni quadri di mio padre erano intatti, ed erano esposti nella Galleria d'arte moderna, a cui il mio patrigno Moll li aveva donati senza averne il diritto. Ne potei ritornare in possesso solo a prezzo di infinite difficoltà». Dunque, non fa menzione dell'opera di Munch di cui aveva ricordato l'acquisto in precedenza, confessando «Nessun altro quadro mi ha toccato così da vicino».

La storia è molto più complicata e costellata di transazioni senza ricevute o attestati prudenziali. La signora aveva affidato alcuni dipinti (tre del padre ed un suo ritratto di Kokoschka, oltre al Munch) alla Galleria Nazionale del Belvedere, in comodato fino al 1939. Moll, membro fondatore della nuova Österreichische Galerie dell'Anschluss li rilevò anzitempo, ma, alla morte della moglie, nel '38, lasciò che la figlia Marie Eberstaller vendesse il Munch alla Pinacoteca, senza contratto scritto, per riparare la villa di Breitenstein, avuta in custodia dalla sorellastra, timorosa che, in quanto proprietà di ebrei, fosse confiscata. Pretendendo di averne tacita autorizzazione, non avvisò Alma, allora ancora in Europa ed in cerca, vana, dei suoi dipinti tramite l'ambasciatore ungherese, ed intascò la differenza tra la cifra percepita (7000 marchi) e quella necessaria per la ristrutturazione (1900). Prima del suicidio, all'arrivo dei russi, Eberstaller inserì nel testamento la collezione Mahler, beneficiandone la Galleria. Una legge del '47 revocò ogni esproprio o atto legale del periodo nazista, e di lì cominciarono le richieste legali per rientrare in possesso del patrimonio d'arte. Solo il 9 maggio 2007 la Repubblica austriaca ha restituito le opere, ancora nella Pinacoteca, a Marina, la figlia di Anna Mahler.

A Vienna «la Musa per il musicista, La sposa del Vento per il pittore, l'Egeria per lo scrittore», come la definì Franz Csokor nell'eulogia, sarebbe tornata per il riposo eterno, nel Grinzing Friedhof l'8 febbraio 1965, accanto a Manon.

19) - Le interviste radiofoniche che si possono ascoltare sul Web sono due, non precisamente datate, ma appartenenti di sicuro al periodo di New York: quella in questione è in inglese e verte sulla duplice attività di Mahler e sulla Louise di Charpentier: si potrebbe attribuire a Thilo Koch, corrispondente dell'ARD, che aveva cercato la signora, ricevendone l'invito a prendere un caffè da lei, nel '63; l'altra, in tedesco, consta di particolari inerenti manoscritti, dediche e memorie, ed è condotta dal famoso Billy Berg, cabarettista, anch'egli fuggito negli USA nel '38. Berg andò a trovare Die Frau all'inizio degli Anni Sessanta a Manhattan, nella sua casa al 120 East della 73th Street, al terzo piano di un palazzo con un piccolo ascensore.

20) - Marina Fistoulari, che allora aveva sette anni, vive oggi a Spoleto. La sorella Alma Ottilie, maggiore di lei di tredici anni, figlia dell'editore Paul Zsolnay, è morta nel 2010.

Ci asteniamo dall'introdurre ulteriori riferimenti biblio-sitografici in quanto abbondantissimi e reperibili con facilità.
Sull'aria si è occupata di Gustav Mahler nel n. 32 dei dicembre 2016.